Orvieto, la forza dell’arte!

orvieto la forza dell arteQuesto antico centro riesce ad ammagliare il visitatore prima ancor ce vi ponga piede. Arrivando ad Orvieto infatti salta subito agli occhi la sua posizione panoramica arroccato su un altopiano circondato orami da grandi calanchi e coronata dalla maestosissima cattedrale.

Come Civita di Bagnoregio, Orvieto infatti ha visto il proprio terreno argilloso franare tutto intorno inalzandolo al di sopra del territorio circostante divenuti ormai grossi calanchi.

La cittadina è sicuramente famoso per il Duomo, una cattedrale romanico-gotica considerata dai critici d’arte tra le più belle d’Italia. La costruzione della cattedrale, dalla struttura grande ed imponente, ha visto impiegare 300 anni di lavori (iniziati nel 1920). La cattedrale fu commissionata in seguito al miracolo del Corpus Domini avvenuto a Bolsena.

La chiesa annovera diverse attrattive artistiche come la Cappella Nuova, con il ciclo di affreschi del Giudizio universale di Luca Signorelli, la facciata con le incisioni delle scene del Nuovo e Vecchio Testamento, le porte di bronzo di Emilio Greco, il rosone del XIV sec. dell’Orcagna ed i muri esterni caratterizzati da bade orizzontali di travertino bianco e basalto grigio-azzurro.

Oltre al maestosissimo Duomo Orvieto vanta molteplici motivi per una visita. Altre chiesette medievali meritano un accenno, come quella di San Lorenzo in Arari con le pareti affrescate con immagini del martirio del santo omonimo e il particolare altare ricavato da un originaria ara sacrificale etrusca. San Giovenale riporta innumerevoli affreschi del XIII-XV offrendo una vista meravigliosa.

La cittadina propone diversi musei: Museo dell’opera del Duomo in cui è mostrata una collezione di tesori donati nel tempo al Duomo tra cui dei dipinti di Lorenzo Maitani e le sculture di Andrea PisanoMuseo Archeologico Faina e Museo Civico in cui sono esposti rispettivamente una collezione di resti etruschi e antichi manufatti greci; Museo d’Arte Moderna Emilio Greco, in onore dello omonimo scultore siciliano realizzatore delle porte bronzee della Cattedrale.

Per i visitatori occasionali è consigliata una meta al Pozzo di S. Patrizio. Il pozzo fu architettato da Antonio da Sangallo per volere di papa Clemente VII all’inizio del XVI Sec. Il suo scopo era l’approvigionamento idrico sufficiente all’intera città in caso di attacchi esterni. Il pozzo, particolare per le sue due scalinate disposte ad elica con ben 248 scalini ciascuna è una meta famosa per la tradizione che ne aleggia intorno: un lancio della monetina nella sua profonda gola in cambio di un desiderio!

Infine è bene ricordare ai più appassionati di storia ed arte la Necropoli del Crocefisso di Tufo. La necropoli riporta numerose camere mortuarie costruite con imponenti blocchi di tufo e sulle loro architravi sono incisi i nomi dei defunti che ospitano.

La città di Orvieto offre inoltre diverse attrattive socio-culturali ed enograstronomiche. Prima tra tutte è l’appuntamento invernale – annuale con l’Umbria Jazz Festival, cinque giorni in cui è possibile assistere a numerosi concerti Jazz dislocati un po’ ovunque all’interno del centro storico. Atmosfera suggestiva, buona musica e una calda accoglienza rendono il festival una delle manifestazioni più gradite tra tutti i giovani del circondario.

I primi di Aprile di festeggia il Miracolo del Corpus Domini in cui la processione religiosa per le vie del centro storico è arricchita dal bellissimo Corteo Storico con i suoi 400 costumi finemente riprodotti da artigiani locali. A questi si aggiunge il Corteo delle Dame alla vigilia della festa, circa 150 abiti storici che sfilano per le vie accompagnate da musica e danze medievali e sbandieratori, ed i banchetti medievali all’interno degli antichi chiostri del centro storico in cui è possibile degustare un tipico menù medievale a lume di candela in compagnia di buona musica e di un atmosfera molto romantica.

Orvieto è anche famosa per la festa della Palombella con la quale la cittadina è solita festeggiare annualmente la Pentecoste. La festa prevede un rituale alquanto bizzarro: Una colomba bianca è legata ad una raggiera e sospinta da razzi discende lungo un cavo che collega il tiburio della Chiesa di San Francesco ed un Cenacolo che viene opportunatamente allestito davanti all’ingresso maggiore della Cattedrale.

Infine il Palio dell’oca è un’altra manifestazione tipica orvietana in cui si vuole ricordare gli antichi giochi in piazza tra cui la cruente gare dei cavalieri che si lanciavano in corsa verso la loro meta, ovvero un oca appesa ad una fune a cui si doveva staccare la testa. Oggi, in ricordo di quei giochi si assegnano due riconoscimenti: il Palio di Contrada, aggiudicato alla Contrada vincitrice ed il Paliotto individuale, assegnato al cavaliere vincitore assoluto della gara.